Dal Vigorelli di Milano al centro di Cortina ci sono 530 chilometri e 4.000 metri di dislivello. Sono i numeri di The Great Ride Milano-Cortina, l’evento bike packing promosso da Fondazione Cortina (con la collaborazione di It Takes Two, dell’agenzia PM2 e di OMNIA) che prenderà il via l’11 settembre 2025. L’idea è quella di legarsi implicitamente alle prossime Olimpiadi Invernali, ma al contempo lanciare qualcosa che duri negli anni. La presenza di patrocinatori e sponsor importanti fa pensare che in fase di ideazione e lancio si sia lavorato in modo egregio. Così per saperne qualcosa di più, apriamo le danze interpellando Giacomo Miranda – a noi noto per FVG Bike Trail – punto di riferimento del team organizzatore.
«The Great Ride Milano-Cortina – spiega – nasce dalla volontà di connettere le due città olimpiche, Milano e Cortina, con l’obiettivo di creare qualcosa che resti anche dopo l’evento olimpico. Sappiamo che i Giochi Olimpici Invernali del 2026 sono qualcosa di rilevante, ma limitati alla stagione invernale, con tutte le opportunità e le complessità di un evento che per la prima volta nella sua storia si svolge in due città diverse. Il tema che ci siamo trovati a discutere riguarda una tendenza del cicloturismo che cresce a doppia cifra in Italia quanto all’estero. Non esiste un evento che attraversi più regioni e che non abbia connotazioni race, per cui abbiamo pensato certamente di creare un richiamo all’appuntamento olimpico. Insieme però offriremo l’opportunità di vivere e scoprire l’eccellenza di quegli stessi territori, tanto culturali quanto paesaggistiche ed enogastronomiche, che rimarranno un immenso capitale anche quando le Olimpiadi saranno finite».












E’ certo, quindi, che si andrà avanti anche dopo le Olimpiadi?
Assolutamente! La volontà è partire a settembre 2025. L’obiettivo poi è quello di utilizzare quest’anno come test per prepararci al grande appuntamento del 2026. Ma soprattutto dopo vogliamo dare continuità. Ci sono due regioni, 8 province, 7 siti Unesco. Abbiamo il coinvolgimento di consorzi rilevanti come quello del Consorzio Tutela Vini Valpolicella e il Consorzio del Prosecco, fino alle Dolomiti. E’ un mix molto completo di grandi opportunità che possono far vivere un’esperienza davvero autentica a chi vuole cimentarsi nel viaggio.
Con quale criterio è stato tracciato il percorso?
E’ stato disegnato per far vedere i posti più belli, compatibilmente con un tema imprescindibile di accessibilità. Spesso e volentieri, ci troviamo a valutare, approcciare e ipotizzare di partecipare ad eventi che hanno anche una complessità tecnica legata a percorsi non sempre fattibili, per i dislivelli e sul piano della sicurezza. L’obiettivo è connettere Milano e Cortina. Quindi partiamo dal Vigorelli di Milano e arriviamo in centro a Cortina. Passiamo per Verona perché ovviamente c’è la cerimonia di apertura e di chiusura delle Olimpiadi, quindi questi sono tre touch point fissi. Nel mezzo abbiamo cercato di identificare le altre eccellenze del territorio. Il problema sono le tantissime possibilità offerte dai territori, da conciliare con la necessità di creare una traccia sicura. Quindi l’obiettivo è stato scegliere ciclabili, strade bianche, strade secondarie, evitando il traffico che uscendo da Milano e fino a Brescia potrebbe essere notevole.












Da Brescia si va verso il Garda?
Stiamo cercando di capire se riusciamo ad attraversare le cave di marmo per arrivare poi sul Lago di Garda. E lì ovviamente c’è l’imbarazzo della scelta. C’è Sirmione, c’è Peschiera, andiamo in Valpolicella perché è un posto magico. Attraversiamo Verona e poi da lì ci spostiamo verso Treviso, ovviamente la zona del Canova, il Prosecco e poi verso le salite. Abbiamo cercato di fare la traccia più lineare per renderla semplice, però anche la più totale come esperienza da far vivere.
Forse è prematuro dirlo, ma la varietà di punti di interesse potrebbe suggerire un percorso che cambia ogni anno o si punta a farne una classica?
Questo un ottimo punto. Mi piace moltissimo l’ultima cosa che avete detto: diventerà una classica. Il sogno nel cassetto sarebbe fare in modo che la Milano-Cortina diventi un evento per i bike packers, per far capire quanto teniamo all’idea di costruire qualcosa che rimanga. Non è da escludere però che per rendere l’evento più completo, magari rivolgendoci anche a chi sta cercando delle sfide estreme, che vengano create delle tracce alternative per raggiungere Cortina, sempre partendo da Milano. Il divertimento per chi vuole pedalare, fare un po’ di fatica e pedalare in salita viene tutto da Treviso. Non è detto che magari un domani – è una cosa sulla quale stiamo già cominciando a ipotizzare qualcosa – non si decida di andare anche verso nord, sfruttando altre porzioni dell’arco alpino.








In che modo siete stati accolti dalle municipalità di Milano e di Cortina?
In maniera super positiva, tanto che in occasione del media launch che abbiamo fatto proprio a Milano presso l’Eroica Caffè, abbiamo avuto ospite anche l’assessore allo sport di Milano e ci ha fatto molto piacere. Con l’amministrazione di Milano c’è un dialogo aperto e ci stanno dando grande supporto, così come anche Treviso, Verona e ovviamente Cortina. E’ aperto anche il dialogo con le Regioni: tutti si sono resi conto dell’opportunità che c’è dietro un evento del genere, soprattutto per promuovere quel lato del territorio che magari non è così semplice vivere o scoprire.
I tre percorsi della Milano-Cortina
Questi i tre percorsi previsti per l’evento bikepacking di settembre. Come già spiegato nell’intervista a Giacomo Miranda, chi non può percorrerlo per intero, può frazionarlo in tre parti.
| Data | Percorso | Distanza | Dislivello |
| 11-12-13 settembre | Milano-Cortina | 530 km | 4.000 metri |
| 12-13 settembre | Verona-Cortina | 350 km | 3.500 metri |
| 13 settembre | Treviso-Cortina | 200 km | 3.000 metri |






La vostra esperienza di organizzatori rende le cose più facili?
E’ una bella impresa. L’esperienza da organizzatori aiuta nel raggiungere la community nel modo migliore, parlando il linguaggio di chi questo percorso lo dovrà pedalare. L’aspetto più complesso riguarda la definizione della traccia e garantire che sia perfetta per l’11 di settembre è un bell’impegno. Significa testarla e ritestarla, ma anche cogliere le opportunità, trovare le soluzioni migliori perché tutti possano pedalare divertendosi e in sicurezza. Per questo lavoreremo con il team di Ivan Piol, che si è occupato di definire la traccia anche con delle community locali a cui stiamo chiedendo consigli e suggerimenti per capire come cogliere le sfumature che possono veramente rendere il percorso veramente unico.
Immaginate un numero massimo di iscritti oppure chi viene è il benvenuto?
Chi viene è il benvenuto! Non abbiamo un numero massimo, ma bbiamo un’ambizione molto alta. Per aprire la partecipazione anche a chi non ha i mezzi fisici o non ha i giorni necessari, abbiamo previsto due partenze intermedie. Da Verona, con 350 chilometri. E poi da Treviso, davanti alla Bottega di Pinarello, e i chilometri sono 200. Puoi farla tutta in una volta. Puoi fare due tratte o farne una per volta. L’importante è venire e provare. Vogliamo costruire qualcosa di indimenticabile.







